Myelom-Gruppe Rhein-Main

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2013

FAQ

Che incidenza ha il mieloma multiplo?

Il mieloma multiplo è al secondo posto nella classifica delle malattie da tumore maligno del midollo osseo più frequenti e appartiene al gruppo dei linfomi non Hodgkin. Si tratta di una forma tumorale relativamente rara e costituisce circa l'un per cento di tutte forme tumorali e circa il due per cento di tutti i casi di decesso per cancro. Secondo stime del Registro europeo dei tumori (ENCR), ogni anno si hanno in Europa 21.420 nuovi casi di mieloma multiplo di cui circa 15.000 con esito mortale. Si stima che, al momento, le persone affette da questa malattia in Europa siano 60.000 (UICC).

In quali categorie di persone si manifesta più frequentemente la malattia?

La maggior parte dei pazienti affetti da mieloma multiplo hanno un'età superiore a 60 anni. Se ne deduce che la probabilità di essere colpiti da questa forma di cancro aumenta con l'età. Tuttavia, tra i pazienti colpiti da mieloma multiplo ci sono anche persone di età molto più giovane.

Si può guarire da mieloma multiplo?

Nel caso del mieloma multiplo, una guarigione duratura è possibile solo se il tumore viene localizzato in un unico punto (mieloma multiplo solitario) e, in pazienti più giovani, dopo trapianto allogeno (di altra persona) di midollo osseo. Altrimenti, con i metodi terapeutici al momento conosciuti non è ancora possibile ottenere una guarigione completa del mieloma multiplo. L'obbiettivo della terapia è pertanto quello di prolungare l'esistenza del paziente e di ottimizzarne la qualità della vita.

Qual'è la speranza di vita di pazienti affetti da mieloma multiplo?

La speranza media di vita di questi pazienti è spesso valutata fra cinque e otto anni a partire dal momento della diagnosi. Si tratta comunque solo di valori medi, la speranza di vita può quindi anche essere decisamente superiore. Secondo un'indagine del Registro europeo dei tumori (ENCR, 2002), solo un terzo circa di tutti i pazienti affetti da mieloma multiplo arriva a vivere più di cinque anni.

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La malattia è contagiosa o trasmissibile per via ereditaria?

Il mieloma multiplo non è contagioso.

È vero che parenti di primo grado (genitori/fratelli) di pazienti affetti da mieloma multiplo presentano un rischio maggiore di contrarre anch'essi la malattia, ma non si tratta però di una malattia ereditaria in senso stretto.

Come vanno interpretati i "dati di prognosi"?

Tenete presente il fatto che, a parità di diagnosi, la malattia può avere decorsi molto diversi e le possibilità di terapia possono essere molteplici. È vero che le statistiche di regola sono importanti per il decorso della malattia ma non si dovrebbe fare l'errore di sopravvalutarle o mal interpretarle e quindi perdere la speranza.

A tal proposito sia detto quanto segue. Un dato che emerge spesso è la così detta speranza di vita mediana. Una speranza di vita mediana di, ad esempio, cinque anni non significa, come spesso si crede, che al paziente resterebbero solo cinque anni da vivere ma significa che la metà dei pazienti arriva a vivere per più di cinque anni. Entro questo gruppo di pazienti, ossia quelli che arrivano al valore mediano (centrale), ci sono anche quelli che sono eventualmente guariti, ossia quelli che fondamentalmente dovrebbero avere una speranza di vita normale.

Inoltre non va dimenticato che i risultati di indagini di questo tipo valgono solo per il passato. Dato che ogni raccolta di dati risale di regola ad un periodo passato, è naturale che le statistiche non possono tenere conto degli ultimi sviluppi terapeutici che mettono in condizione di migliorare continuamente le prospettive di guarigione. Inoltre, ricerche di questo tipo si riferiscono sempre e solo ad un determinato sottogruppo di pazienti. La totalità dei pazienti non può essere compresa completamente in nessuna ricerca o statistica.

Ogni persona reagisce a suo modo, del tutto individualmente, all'azione di medicinali e ad altre misure terapeutiche. Una prognosi, effettuata ad esempio in base a determinati fattori di rischio, può essere quindi intesa solo in riferimento al caso specifico. Per questo, il colloquio personale con il vostro medico curante è assolutamente insostituibile. Come continuerà a svilupparsi la malattia è, nonostante tutto, impossibile da prevedere con esattezza.